Disturbi dell’umore


In questa categoria si trovano i disturbi caratterizzati da una  significativa alterazione del tono dell’umore.

L'”umore” è qualcosa di diverso dall'”emozione”. Quando si parla di umore, si intende infatti  una condizione emotiva durevole, stabile nel tempo, generale, indipendente dalla situazione in cui ci si trova, meno direttamente collegata agli eventi.

La psicoterapia permette di analizzare quali sono stati gli eventi critici e i significati ad essi attribuiti che hanno condotto a tale stato.



-   Depressione

-   Distimia

-   Depressione post-partum

-   Disturbo bipolare



Depressione

 

La persona depressa presenta un quadro caratterizzato dai seguenti sintomi:

 

*        umore depresso per la maggior parte del giorno,

*        marcata diminuzione di interesse o piacere per le attività quotidiane,

*        perdita o aumento indesiderati di peso,

*        insonnia o ipersonnia,

*        agitazione o rallentamento psicomotorio,

*        affaticabilità,

*        sentimenti di colpa o di autosvalutazione,

*        ridotta capacità di pensare o di concentrarsi,

*        indecisione,

*        pensieri di morte

 

A seconda della quantità e pervasività dei sintomi registrati e da quanto tempo sono presenti, si parla di depressione grave o lieve.

 

Depressione secondaria: forma depressiva che trae origine da un altro disturbo o problema psicologico (ansia, attacchi di panico, ipocondria, disturbi di personalità).

 

Depressione reattiva: quadro clinico legato a situazioni o eventi stressanti (lutto, perdita, separazione, matrimonio, divorzio, cambiamenti lavorativi, nascita di un figlio, ecc., non necessariamente negativi: anche un cambiamento in senso positivo, come una nuova casa o un nuovo lavoro, possono produrre stress e umore depresso. Il nodo cruciale è infatti rappresentato dalla necessità di un nuovo adattamento dell’individuo al nuovo contesto e alle sue richieste.

 
Distimia

 

La distimia (o disordine distimico) è una forma di depressione minore nel senso che comporta una minore compromissione delle relazioni sociali e dell'attività lavorativa.

Si presenta con disturbi lievi ma con andamento cronico; solitamente (causa la relativa levità degli effetti) si diagnostica tardivamente ossia quando i sintomi si protraggono già da uno o due anni. Viene riconosciuta quando sono presenti almeno due dei sintomi classici ed è frequente che il malato non ne sia consapevole in quanto convinto che il disagio quotidiano sia parte integrante, da sempre, del suo carattere.

 

Depressione Post-partum

 

La Maternity Blues (tristezza post-partum) è una sindrome benigna transitoria che può presenytarsi nelle prime 48 ore dopo il parto. Di norma si risolve spontaneamente entro una settimana.

Circa il 20% delle donne con Maternity Blues presentano un episodio depressivo maggiore nel primo anno dopo il parto.

I fattori che predispongono alla Depressione Post-partum sono molteplici e riguardano aspetti ormonali, fisici, psicologici, sociali e cognitivi.

Si parla di Depressione Post-partum quando la donna manifesti da almeno due settimane alcuni di questi sintomi:

*        ansia,

*        tristezza,

*        pianto spontaneo molto dopo la durata abituale della “Maternity blues”

*        iperattività motoria o letargia, affaticabilità o mancanza di energia,

*        sensi di colpa,

*        bassa autostima,

*        sentimenti di impotenza e disvalore,

*        ridotta capacità di pensare o concentrarsi,

*        pensieri ricorrenti di morte,

*        irritabilità con il neonato e con il partner e/o distacco da essi,

*        perdita di appetito o tendenza a mangiare in modo eccessivo,

*        attacchi di panico,

*        disturbi del sonno

*        mancanza di desiderio sessuale.

Le cure dipendono dalla situazione clinica e psicologica generale: possono consistere nella psicoterapia e nella partecipazione a terapie di gruppo con donne che manifestano la stessa sintomatologia, fino all’eventuale assunzione di ansiolitici e antidepressivi.

 

 

Disturbo bipolare

 

Situazione psicopatologica caratterizzata dll’alternarsi di fasi depressive e fasi maniacali.

 

Fasi depressive:

 

*        umore basso,

*        tristezza,

*        senso di vuoto,

*        perdita di mancanza di interesse e piaceri nelle diverse attività della vita quotidiana,

*        rallentamento psicomotorio,

*        idee suicidarie,

*        marcato aumento o sensibile diminuzione dell'appetito e del sonno

*        difficoltà a mantenere l'attenzione e la concentrazione anche nei compiti più semplici.

Fasi maniacali:


*        umore euforico:

*        parole, pensieri ed idee che si succedono numerose, veloci ed incontrollabili,

*        sentimenti e comportamenti confusi e fuori luogo,

*        impulsività,

*        bisogno di mangiare e dormire avvertiti in misura minore,

*        innaturale energia e senso di onnipotenza.


Il passaggio da una fase all'altra può avvenire in modo più o meno repentino e la durata nel tempo delle diverse fasi può essere diversa.


Nel film drammatico "Mr. Jones" del 1993 Richard Gere interpreta un personaggio affetto da disturbo bipolare.

       







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