Disturbi d’ansia

–   Ansia: definizione, segnali fisici e aspetti pscologici

–   Attacchi di panico

–   Le fobie

–   Disturbo post traumatico da stress 

Ansia: definizione, segnali fisici e aspetti psicologici

La paura è l’emozione che gli esseri umani sperimentano in situazione di pericolo, in cui sia necessario attivare le proprie risorse per fronteggiarlo.

L’ansia è una reazione emotiva dovuta al prefigurarsi di un pericolo ipotetico, futuro e distante. Se presente in piccola quantità, essa contribuisce ad attivare ed allertare l’individuo in situazioni di pericolo o quando occorra un aumento di attenzione ed attivazione neuro-fisiologica (ad es. per lo studente che debba sostenere un esame).

In questo senso non si tratta di un’emozione di per sé anomala, ma di un fenomeno psicofisico istintivo che “prepara” ed “attiva” la persona davanti ad una situazione che richieda una veloce reazione fisica e mentale.

I disturbi d’ansia sono contraddistinti appunto da una disfunzione di questi meccanismi che da validi sistemi di allerta, funzionali alla persona, si trasformano in una sproporzionata preoccupazione rispetto ad una situazione, a pensieri, sentimenti, comportamenti e segnali fisici.

Questa categoria di disturbi si distingue per segnali fisici e aspetti psicologici caratteristici, che prenderanno diverse forme e si manifesteranno in contesti differenti a seconda delle varie tipologie di disturbo sotto elencate.

Segnali fisici

  • aumento del battito cardiaco, del respiro, del tono della muscolatura,
  • sudorazione,
  • spasmi muscolari,
  • pallore,
  • tremori,
  • vertigini,
  • comportamenti di fuga,
  • immobilizzazione,
  • sensazione di soffocamento e costrizione toracica.

Aspetti psicologici

  • eccessiva, continua e disfunzionale iperattivazione e ipervigilanza circa gli eventi esterni,
  • apprensione,
  • preoccupazione,
  • insicurezza,
  • anticipazione negativa.

Durante un percorso di Psicoterapia lo psicoterapeuta accompagnerà il paziente nell’esplorazione dei sintomi e delle situazioni che li scatenano, andandone a cercare senso e significato e orientandolo verso una migliore gestione delle sue emozioni e delle situazioni problematiche.

Esistono farmaci che vanno a contrastare i correlati fisici e comportamentali dell’ansia, ma solo grazie alla psicoterapia è possibile comprendere il significato del sintomo ansioso e produrre nella persona cambiamento utile prima di tutto alla sua organizzazione interna e contemporaneamente alla riduzione del sintomo.

Un attacco di panico è un periodo di durata limitata (di solito inferiore ai trenta minuti) in cui il soggetto manifesta paura o disagio intensi, tipicamente con un inizio repentino.

I sintomi includono tremore, respirazione superficiale, sudore, nausea, vertigini, iperventilazione, parestesie (sensazione di formicolio), tachicardia, sensazione di soffocamento o asfissia.

Il soggetto spesso finisce per rivolgersi all’attenzione medica temendo di avere un infarto o di essere sul punto di morire.

Diversamente dagli altri tipi di disturbi di ansia, gli attacchi sono improvvisi, non sembrano provocati da eventi particolari e finiscono per essere debilitanti. Durante l’attacco di panico i sintomi mentali accrescono i sintomi fisici, e viceversa.

Se gli attacchi di panico si ripetono nel tempo e la persona manifesta forte ansia riguardo alla possibilità di avere un altro attacco, si parla di “Disturbo da Attacchi di Panico”.

Servizio del TGR dedicato al fenomeno degli attacchi di panico

Paura persistente e non razionale nei confronti di situazioni, attività od oggetti in realtà non pericolosi. Alcune fobie specifiche possono arrivare a limitare gravemente l’autonomia del soggetto.

Alcuni esempi sono:

Agorafobia: paura di trovarsi in luoghi o situazioni dai quali sarebbe difficile o imbarazzante allontanarsi o nei quali potrebbe non essere disponibile aiuto;

Claustrofobia: paura di luoghi chiusi e ristretti come, ascensori, sotterranei, metropolitane, gallerie e di tutti i luoghi angusti in cui il soggetto si ritiene accerchiato e privo di libertà spaziale attorno a sé;

Ipocondria: preoccupazione eccessiva e infondata relativa alla propria salute; la persona appare convinta che la più semplice visita medica di routine possa rivelare qualche patologia;

Aracnofobia: irrazionale paura verso i ragni (talvolta anche verso rappresentazioni o immagini molto realistiche). Può presentare vari livelli di intensità, dal disgusto alla forma più forte di repulsione, fino a un livello di incontrollabile orrore che porta ad attacchi di panico, fuga e altre reazioni incontrollate.

Fobia socialePaura di una o più situazioni sociali o prestazionali nelle quali si è di fronte a persone non familiari o al possibile giudizio da parte degli altri. L’individuo teme di agire in modo umiliante o imbarazzante e di mostrare la propria ansia attraverso i segni del corpo.

Disturbo d’ansia generalizzata: stato permanente di allarme senza che vi sia un reale pericolo e paura che succedano cose negative. 

Dott.ssa

Annalisa Casoni

Psicologa - Psicoterapeuta - Sessuologa

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