Sostegno Psicologico per sterilità, infertilità e PMA

L’OMS definisce sterilità la situazione di una coppia in cui uno o entrambi i membri sono affetti da una condizione fisica permanente che non rende possibile il concepimento. Si parla, invece, di infertilità quando una coppia, per cause relative all’uomo o alla donna, non riesce a ottenere una gravidanza dopo un anno di rapporti costanti e non protetti. Il termine infertilità, quindi, non si riferisce a una condizione assoluta, bensì a una situazione generalmente risolvibile e legata a uno o più fattori interferenti.
In Italia il 30% delle coppie vive un problema di infertilità determinata da diversi fattori.
La diagnosi di infertilità rappresenta un evento inatteso e molto frustrante per la coppia che progetta di mettere al mondo un bambino. Si tratta di una “variabile imprevista” nel ciclo di vita di una famiglia che assume numerosi significati non solo a livello individuale, ma anche sociale e familiare.
Il senso di fallimento, delusione, impotenza, rabbia che possono derivarne mettono a dura prova non solo l’equilibrio psico-fisico individuale, ma anche il legame di coppia. Le ricerche sull’infertilità hanno dimostrato che chi non riesce ad avere figli soffre maggiormente di ansia e depressione, ha problemi di autostima e vissuti di colpa, vergogna e rabbia che possono danneggiare le relazioni sociali e di coppia.

A seguito di una diagnosi conclamata, al fine di ottenere un concepimento, alcune coppie scelgono di intraprendere trattamenti di Fecondazione medicalmente assistita (PMA), omologa o eterologa, che variano tra loro per il grado di invasività: inseminazione intrauterina (IUI), fecondazione in vitro (FIVET), fecondazione microassistita con l’introduzione di un singolo spermatozoo dentro l’ovocita (ICSI).
In ogni caso si tratta spesso di percorsi faticosi e frustranti che possono sconvolgere i ritmi normali della vita dell’individuo e della coppia. Le invasive ricerche diagnostiche provocano stress a livello personale e di coppia, oltre a condizionare la vita sessuale, già impoverita da una forzata concentrazione sull’obiettivo del concepimento.
È auspicabile – come suggeriscono le linee guida del 2015 Legge 40/2004 – che la coppia sia sostenuta a livello psicologico lungo il percorso. L’intervento dello Psicologo si propone di accompagnare lungo il tortuoso percorso, concedendo alla coppia uno spazio e degli strumenti per elaborare quanto sta accadendo, attraverso la condivisione dei vissuti di sofferenza e la promozione delle risorse necessarie per fronteggiare con più serenità il trattamento e ridefinirsi al di la del ruolo genitoriale desiderato.
Talvolta il percorso è utile anche a coloro che hanno terminato il trattamento di PMA, sia in caso di fallimento, per elaborare il dolore della perdita delle possibilità che ci si proponeva, sia in caso di successo, per sostenere la coppia che può incontrare difficoltà durante e dopo la gravidanza.
Un percorso di sostegno  può risultare inoltre utile alle coppie che affrontano gravidanze complesse a seguito di eventi abortivi, diagnosi prenatali problematiche o altri eventi difficili connessi alla nascita.

Dott.ssa

Annalisa Casoni

Psicologa - Psicoterapeuta - Sessuologa

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